Rivalutazioni pensioni 2017: tutte le novità sull’adeguamento delle pensioni

Rivalutazioni pensioni: le lettere di ricorso vanno inviate entro il 31 gennaio

Rivalutazioni pensioni 2017. Grazie al decreto Salva Italia del dicembre 2011 è stato confermato l’adeguamento delle pensioni superiori al triplo minimo Inps. Misura che interessa coloro i quali sono andati in pensione prima del 31.12.2011 e prima del 31.12.2012 hanno ricevuto un importo pensionistico per il 2012 superiore a 1.405,05 euro lordi e per il 2013 superiore a 1.443,00 euro.

Ecco perché sarebbero molti i pensionati che rientrando in tali categorie potrebbero presentare richiesta di rivalutazioni pensioni, e ottenere così il rimborso previsto secondo disposizioni di legge. Ancora oggi è infatti possibile inviare una diffida interruttiva della prescrizione e richiedere la possibilità di esercitare l’azione volta ad ottenere gli arretrati di perequazione bloccati.

Tutti i pensionati che rientrano in tali categorie dovrebbero inviare la lettera di ricorso per la mancata perequazione della propria pensione entro il 31 gennaio 2016, pena la decadenza di percepire la rivalutazione spettante. Ma esiste ancora la possibilità di percepire la mancata rivalutazione spettante e bloccare così i termini di prescrizione?

Rimborso pensione: l’Inps non restituirà gli arretrati

Proprio in questi giorni però l’Istituto di Previdenza sta inviando una risposta negativa a coloro i quali hanno prontamente inviato le richieste di rivalutazioni pensioni, mediante l’applicazione integrale della sentenza n° 70/2015 della Corte costituzionale.

Secondo l’Inps non potrà essere riconosciuto alcun arretrato ai pensionati che presenteranno richiesta per le mancate rivalutazioni pensioni negli anni dal 2012 al 2015, in quanto la situazione era già stata corretta dal decreto legge n. 65/2015.

L’Inps ha infatti prontamente comunicato che il decreto Salva Italia del 2011 aveva fissato il blocco delle rivalutazioni pensioni degli anni 2012 e 2013 alle pensioni sopra i 1.217 ovvero 1.405 euro lordi, pari a tre volte il minimo Inps. Blocco che successivamente era stato considerato illegittimo dalla Coste costituzionale con la sentenza n. 70/2015 perché applicato “oltre i limiti di ragionevolezza e proporzionalità”.

Pensioni 2017: l’Inps rigetta le istanze dei pensionati

Per cercare di sopperire alla situazione lo stesso Governo aveva emanato il decreto legge n. 65/2015, successivamente convertito in legge n.109/2015 dando vita quindi a due nuove discipline: una prima per sistemare le rivalutazioni pensioni del 2012 e 2013; una seconda per sistemare gli effetti sugli anni successivi, dal 2014 al 2016.

Ecco perché un consistente numero di pensionati e avvocati hanno presentato svariate istanze all’Inps, tramite le quali vengono richieste l’erogazione delle somme arretrate a titolo della rivalutazione pensione secondo la sentenza n.70/2015 della Corte costituzionale.

L’Istituto di Previdenza ha però subito deciso di rigettare le istanze inviando ai pensionati una nota, nella quale viene comunicato che l’istanza di rivalutazioni pensioni non potrà essere accolta “ in quanto l’Istituto ha già pienamente adempiuto dando puntuale esecuzione alle previsioni contenute nel DL n. 65/2015 convertito in legge n. 109/2015 che disciplinano la materia.

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