Riforma pensioni 2016 donne: le disparità di trattamento

Le attese relative a una riforma pensioni 2016 donne e non solo sono molto alte per quest’anno, soprattutto dopo le numerose promesse del 2015.

Riforma pensioni: il nodo della disparità di trattamento

Il quadro previdenziale, come appena ricordato, è caratterizzato da uno stato di attesa di novità importanti in merito a riforma pensioni 2016 donne e precoci in particolare. In questa situazione spiccano però dei nodi di gravità considerevole, come per esempio quello della disparità di trattamento tra i pensionati dei due sessi, portato alla luce da Spi-Cgil Veneto, che ha elaborato i dati delle pensioni a livello regionale (ricordiamo che il Veneto è una delle regioni più ricche del Paese).

Pensioni donne: cosa dicono i dati elaborati da Spi-Cgil Veneto

Se si prendono in considerazione i dati elaborati da Spi-Cgil Veneto si sente fortemente la necessità di una riforma pensioni 2016 donne. Per quale motivo? Per il semplice fatto che quasi metà delle pensioni erogate a livello regionale alle ex lavoratrici è sotto i 1.000€.

Come sono messi invece gli ex lavoratori di sesso maschile? Leggermente meglio se si considera che il caso di pensioni sotto i 1.000€ al mese riguarda solo un soggetto su quattro.

La raccolta di questi dati ha portato Spi-Cgil Veneto ad avanzare una richiesta precisa, con l’obiettivo di venire incontro alle altre situazioni simili in Italia. Quali sono i punti presi in considerazione? Prima di tutto la necessità di riconoscere i contributi figurativi maturati in periodi di maternità o in occasione di attività di cura a familiari stretti.

Pensioni 2016: il problema dei precoci

Al centro dell’attenzione mediatica per quanto riguarda il futuro previdenziale del Paese non c’è solo la questione riforma pensioni 2016 donne, ma anche il problema dei lavoratori precoci - coloro che hanno iniziato ad accumulare contributi prima del compimento della maggior età - che sono scesi in piazza lo scorso 6 febbraio per chiedere chiarimenti sulla loro situazione.

Pensioni precoci: le richieste di chi ha iniziato a lavorare presto

Come appena specificato, i riflettori di chi si interessa al mondo previdenziale non sono puntati solo sulle prospettive di riforma pensioni 2016 donne, ma anche sulla situazione dei precoci, che sono sempre più uniti e decisi a portare avanti le proprie richieste.

Un esempio utile per capire la portata di tutto questo è possibile trovarlo scorrendo i contenuti del gruppo Facebook “lavoratori precoci uniti”, dove è stato reso pubblico quello che, a tutti gli effetti, si può definire come un manifesto della categoria.

Quali sono le richieste avanzate? La Quota 41 per tutti senza limiti di età, l’eliminazione degli adeguamenti dell’aspettativa di vita Istat, la flessibilità in uscita alla fine della carriera, la cancellazione del passaggio al calcolo del trattamento con il sistema contributivo, che penalizza notevolmente l’entità mensile degli assegni.

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