Pensione con penalizzazione: ecco cosa cambia nel 2017

Per l’anno prossimo si attendono novità interessanti per quanto riguarda l’ambito previdenziale. In questo novero è possibile includere la pensione con penalizzazione, ossia la possibilità di usufruire della flessibilità in uscita.

Pensione 2017: come funzionerà la flessibilità in uscita?

Attesa da diverso tempo, la flessibilità in uscita arriverà con l’inizio del mese di maggio 2017. Si tratterà a tutti gli effetti di una pensione con penalizzazione, frutto della richiesta di un prestito ventennale erogato da un istituto di credito convenzionato con l’Ente.

Si tratta dell’APE volontario, una misura sperimentale che entrerà in vigore a partire dal 1° maggio 2017 e che consentirà inizialmente ai nati tra i 1951 e il 1953 di andare in pensione tre anni prima della maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

A quanto ammontano le penalizzazioni con l’APE?

La pensione con penalizzazione è stata oggetto di numerose discussioni in questi mesi. La maggior parte, ovviamente, hanno riguardato il peso delle decurtazioni finalizzate al rimborso del prestito.

Alla fine della scorsa settimana è stato possibile parlare di numeri certi, grazie ai dati di un comunicato stampa ufficiale diffuso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per il rimborso dell’APE si parla di preciso di una penalizzazione annua media compresa tra il 4,5 – 4,7%.

Le cifre in questione sono leggermente inferiori alle stime iniziali e il motivo c’è. Riguarda l’applicazione di specifiche detrazioni finalizzate ad abbattere l’onere di rimborso di quello che il Governo ha definito un “reddito ponte”.

Una delle novità dell’ultima ora riguarda il fatto che l’APE potrà essere richiesto come integrazione al reddito anche da chi è ancora al lavoro.

Come funzioneranno le pensioni con penalizzazione: facciamo un esempio preciso

Per capire bene come funzionerà la pensione con penalizzazione è il caso di fare un esempio preciso. Ipotizziamo quindi il caso di un soggetto che percepisce un reddito pensionistico netto mensile e che ha richiesto l’APE.

In una situazione come questa si parla di una decurtazione di 45€ mensili circa per chi è uscito con un solo anno di anticipo. La somma trattenuta mensilmente per rimborsare l’APE è invece pari a 161€ per chi ha richiesto l’anticipo tre anni prima del conseguimento dei requisiti per il trattamento pensionistico di vecchiaia.

APE Social: ecco cosa sapere

Oltre che di pensione con penalizzazione in vista dell’anno prossimo bisogna discutere anche di APE social. Il Governo, nonostante gli accordi presi nei mesi scorsi, ha innalzato notevolmente i requisiti contributivi per chi vuole richiederlo.

Si parla infatti di 30 anni contro i 20 delle stime iniziali. In caso di lavoratore in cassa integrazione bisogna invece considerare un requisito contributivo pari a 36 anni.

All’Ape social potranno accedere disoccupati, soggetti privi di reddito, invalidi e lavoratori care giver che si occupano di parenti di primo grado con disabilità gravi.

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