Metodo contributivo: gli effetti sugli assegni pensionistici

Che effetti può avere l’applicazione del metodo contributivo sull’entità degli assegni pensionistici? Da uno studio della Uil arrivano delle risposte in merito, focalizzate in particolare sulla situazione di chi decide di optare per la flessibilità in uscita.

Calcolo pensione: con il contributivo tagli fino al 34% per chi lascia prima il lavoro

L’applicazione del metodo contributivo comporterebbe per chi lascia prima il lavoro tagli fino al 34% sul totale dell’assegno pensionistico mensile.

Questo è il dato principale legato a uno studio del sindacato Uil, organizzato con l’obiettivo di mettere a punto una serie di proiezioni legate ai cambiamenti in progetto per il sistema previdenziale.

Molta attenzione è stata ovviamente dedicata alla flessibilità in uscita, al centro delle discussioni istituzionali da diversi mesi.

Inps pensioni: qualche numero dallo studio Uil

Per parlare di numeri citati nello studio Uil sugli effetti dell’applicazione del metodo contributivo si può chiamare in causa la situazione di una lavoratrice di 62 anni con alle spalle 39 anni e mezzo di contributi e un reddito di 34.900€ annui.

In questo caso, applicando totalmente il metodo contributivo per il calcolo della pensione, l’assegno subirebbe una decurtazione di circa 682€ al mese, considerando come base i 2.209€ lordi del sistema attuale.

Metodo contributivo per tutti: l’opinione di Proietti

Il segretario Uil Domenico Proietti ha ovviamente detto al sua in merito ai risultati dello studio.

Dal numero uno confederale del sindacato è giunta una critica allo status quo creato dalla Legge Fornero, caratterizzato da un’eccessiva rigidità che a suo avviso dovrebbe essere rimossa.

Parole dure sono però arrivate anche nei confronti della posizione del Presidente Inps Tito Boeri, che ha più volte parlato della possibilità d’introdurre il metodo contributivo per tutti i lavoratori.

Secondo Proietti, le stime di Boeri, che parlano di una contrazione degli assegni mensili compresa tra il 7 e il 10%, non sono per nulla considerabili vicine all’effettiva situazione dei lavoratori italiani.

Metodo contributivo: cosa ha detto Boeri

Parlando della possibilità di applicare il metodo contributivo al calcolo dell’assegno pensionistico di tutti i lavoratori, il Presidente Inps Tito Boeri ha effettivamente inquadrato dell’impossibilità di una decurtazione fino al 35%.

L’economista bocconiano ha inoltre escluso l’idea di un ricalcolo con il metodo contributivo degli assegni già percepiti.

Per avere qualche chiarimento ufficiale in merito bisognerà attendere il varo della prossima Legge di Stabilità, quando sarà possibile vedere se sul tavolo istituzionale avrà trovato spazio la proposta di Boeri oppure quella a firma di Damiano-Baretta, che prevede comunque una decurtazione dell’assegno pensionistico in caso di uscita anticipata dal lavoro.

Si attendono novità anche sulla riforma dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita, caldeggiata dal Ministro del Lavoro Poletti.

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