Cessione del quinto per pensionati nel 2015, cosa sapere

Sia un dipendente pubblico che un pensionato della pubblica amministrazione possono ricorrere ad un prestito personale Inpdap che prevede una particolare formula di finanziamento, ovvero la Cessione del quinto del proprio stipendio o pensione. Questa soluzione creditizia appare veloce e conveniente anche perché il soggetto richiedente non è tenuto a specificare i motivi alla base della domanda di finanziamento. La liquidità viene ottenuta in tempi brevi ed è possibile rimborsare le rate tramite trattenuta, nota nell’ambiente come “cessione” diretta della busta paga per un importo massimo pari ad un quinto del reddito mensile percepito.

Secondo la normativa vigente la Cessione del quinto Inpdap è una forma di credito al consumo riservata ai dipendenti pubblici, para-pubblici e statali, regolamentata dalla legge 180-50 e dal suo successivo aggiornamento, contenuto nell' art. 13 bis - legge 80 del 14 maggio 2005. Non è previsto un limite massimo al tetto della cifra da richiedere: l’importo in realtà cambia a seconda dello stipendio o della pensione percepita e della durata del prestito che può arrivare ad un massimo di 120 mesi, ovvero 10 anni. I dipendenti e i pensionati delle pubbliche amministrazioni, enti statali e parapubblici possono ottenere la trattenuta di un importo fino al 50% della mensilità percepita. Il requisito principale è l’iscrizione alla Gestione Unitaria autonoma delle prestazioni creditizia e sociali. I richiedenti devono avere, inoltre, un'età compresa tra i 18 e 65 anni ed essere in possesso di regolare cittadinanza italiana.

Quale modulistica presentare nel 2015?

Il dipendente richiedente che ricorre alla cessione del quinto Inpdap deve presentare all’atto della domanda un documento attestante lo stato di servizio e una dichiarazione stipendiale dalla propria amministrazione. Da consegnare inoltre una copia dell’ultima busta paga ricevuta, del documento di identità e del codice fiscale. Se a richiedere l’erogazione della cessione del quinto sono invece i pensionati, sarà obbligatorio la sottoscrizione di una copertura assicurativa sul rischio vita. Essa copre i familiari e gli eredi in caso di decesso prematuro del soggetto beneficiario del finanziamento: il premio della polizza coprirà le rate restanti del debito in modo da rendere meno rischiosa la formula di cessione del quinto per l’ente che eroga il capitale. Al momento non è stato fissato un limite di età, ma di norma non vengono accolte le pratiche dei soggetti che abbiano un’età superiore ai 65 anni.

Le trattenute mensili nello stipendio o nella pensione cambiano in base al contratto lavorativo e alle esigenze del sottoscrittore del contratto: la cessione quinto Inpdap con rata fissa che prevede una trattenuta automatica dallo stipendio pari ad un quinto e dunque al 20% della cifra percepita; il prestito delega o doppio quinto Inpdap con rata fissa trattenuta in maniera autonoma dallo stipendio pari a due quinti (40%) della cifra percepita; il prestito delega con trattenuta dalla propria busta paga di una cifra pari al 50% del totale. Quest’ultima formula prevede il massimo raggiungibile con qualsiasi altra tipologia di prestito personale.

I vantaggi della cessione del quinto per pensionati 

La cessione del quinto per pensionati e dipendenti presenta un tasso di interesse fisso con una rata stabile nel tempo. Questa forma di finanziamento è erogabile anche a clienti con segnalazioni negative nelle banche dati dei Sistemi di Informazioni Creditizie (Crif ed Experian). La Cessione del quinto risulta inoltre idonea per il consolidamento debiti: una parte della liquidità ottenuta può essere infatti destinata a cancellare finanziamenti in corso. In questo articolo di infoprestitisulweb trovate altre informazioni sulla cessione del quinto per dipendenti e pensionati Inpdap

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