Calcolo Pensione Opzione Donna, come fare?

Con la Riforma delle Pensioni, facente parte di un più ampio Piano di Stabilità, si è creato il problema di calcolare l'Opzione Donna, una possibilità inclusa nella legge emanata.

A dire il vero non si tratta di un calcolo troppo difficile da fare e un qualsiasi specialista del campo burocratico potrebbero eseguirlo senza problemi. In alternativa è possibile affidarsi a un tool automatico per il calcolo opzione donna.

Molti siti che si occupano delle pensioni e di temi affini hanno messo a propria disposizione diverse applicazioni automatiche: basta soltanto compilare un semplice cartiglio inserendo alcuni dati, tra cui la data di nascita, la retribuzione mensile, il trattamento accessorio, la durata di versamento dei contributi e così via.

Una volta inseriti tutti i dati gli interessati non dovranno che cliccare sul tasto Calcola, per vedere la quantità di pensione che gli spetta di diritto. Niente di difficile, insomma, specialmente considerando che il calcolo pensione opzione donna è facilissimo e istantaneo: avviene nel giro di pochi secondi. I tool più affidabili sono quelli targati INPDAP, pensionioggi.it e Sole 24 ore.

Calcolo Pensione Opzione Donna e i margini di errore

Con l'uscita delle nuove normative in tema di pensione, andare in pensione a 35 anni di contributi versati allo Stato Italiano è un'azione relativa alla misura dell'assegno e spesso difficile da verificare.

L'importo, per questo, è approssimativo: il calcolo pensione opzione donna non è esatto al 100%, ma lascia spazio ad alcune inesattezze di natura prettamente matematica.

La scelta di andare in pensione dipende in larga parte dal reddito che si andrà a percepire: più sarà alto e prima si vorrà andare in pensione. Viene calcolata l'età di uscita e quella di entrata: più tardi si utilizza l'Opzione Donna e minore sarà il malus sulla pensione, in quanto salirà il coefficiente dei contributi versati.

Inoltre bisogna verificare che la lavoratrice interessata all'Opzione Donna abbia maturato almeno 18 anni di contributi versati prima del 1995. Qualora fosse così, l'impatto del passaggio al sistema contributivo sarebbe largamente maggiore e rischierebbe di decurtare l'assegno in misura significativa.

Senza dimenticarsi della carriera lavorativa della lavoratrice. Qualora questa abbia versato contributi elevati nel periodo dal 1986 al 1995, l'opzione donne proroga 2018 diventerebbe ancora più vantaggiosa.

Opzione Donna ultime novità

Dopo l'implementazione di questa novità nel mercato del lavoro, se ne sono dette e fatte tante. C'era chi voleva escludere quest'opzione per una presunta parità di sessi che deve realizzarsi anche sul mercato del lavoro.

E chi, invece, ha cercato di porre un particolare accento sul fatto che molte donne sono anche madri e devono andare in pensione prima. Alla fine dei conti si è deciso di limitare la manovra a un paio di anni.

L'Opzione Donna proroga 2018 permetterà di usufruirne non solo nel 2017, ma anche nel 2018 e, probabilmente, nel 2019 e 2020. Tutto questo dovrebbe contribuire a controbilanciare il mercato del lavoro.

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