Blocco pensioni d’oro a partire da 2300 euro?

Pensioni d'oro 2015: cosa cambierà dopo la sentenza della Corte Costituzionale

Lo scorso 9 aprile, Yoram Gutgeld che di recente ha ottenuto l’incarico di Commissario alla Spending Review ha preso parte alla trasmissione “Otto e mezzo”, condotta da Lilli Gruber su La7.

Durante la trasmissione Gutgeld ha dichiarato che il Governo non intende fare tagli alle pensioni, poiché gli esperti chiamati ad esaminare la questione hanno ritenuto che per ottenere un risparmio significativo sarebbe stato necessario intaccare anche i trattamenti da 2000 e 3000 euro. Pensioni che ha detta dello stesso Gutgeld “sono buone, ma non da ricchi”.

Ma il Governo Renzi riuscirà a mantenere le promesse fatte? Questo l’interrogativo che si pongono in molti, soprattutto dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il blocco delle perequazioni per il biennio 2012-2013 applicato alle pensioni dalla riforma Fornero. Un pronunciamento che, si stima, costerà alle casse dello Stato almeno 5 miliardi di euro.

Consulta e pensioni d'oro: come stabilire la nuova soglia per la rivalutazione

A tal proposito è intervenuto Luca Cifoni, giornalista economico sul Messaggero di Roma. Secondo Cifoni la soglia attorno alla quale modulare un nuovo schema per la rivalutazione delle pensioni per il biennio 2012-2013 potrebbe essere di circa 2342 euro lordi al mese, ossia cinque volte il trattamento minimo Inps.

Ancora però non c’è niente di ufficiale, avverte Cifoni, sarà infatti compito del Ministero del Lavoro delineare, insieme all’Inps, le possibili soluzioni con cui far fronte al problema. In ogni caso i vincoli da tenere in considerazione sono due: quello finanziario e quello politico.

Da un lato si tenta di ridurre l’impatto economico che la sentenza avrà sulle casse dello Stato, e di modulare al fuoriuscita di denaro prevedendo un eventuale restituitone a rate degli importi non corrisposti ai pensionati. Dall’altro il Governo non può dare l’idea di aggirare il pronunciamento della Corte (organo che garantisce a tutti gli italiani il rispetto della costituzione).

Tagli alle pensioni d'oro e non: ecco le possibili soluzioni

Quel che è certo è che si cercherà di garantire i pensionati che la Corte ha indicato come vittime di una violazione costituzionale. Proprio per questo la soglia limite fissata a tre volte il minimo Inps (1.405 euro lordi al mese ai valori del 2011) potrebbe essere portata a 2342 euro (cinque volte il trattamento) che diventerebbe quindi l’indicatore per le nuove pensioni d’oro.

Al di sotto di tale somma si applicherebbe infatti il recupero totale dell’inflazione, per le pensioni al di sopra della soglia invece la rivalutazione sarebbe minima o nulla.

Questa non è però l’unica opzione. Il Governo potrebbe modificare anche il meccanismo di perequazione, tornando a quello che prevedeva il taglio degli aumenti non sull’intero trattamento pensionistico, bensì per fasce di reddito (metodo a cui fa riferimento anche la sentenza della Consulta).

Una volta cancellata la norma dichiarata incostituzionale, si potrebbe quindi tornare a quello schema (introdotto nel 2011 dal Governo Berlusconi), che prevedeva una rivalutazione quasi totale per i trattamenti fino a cinque volte il minimo e di circa il 70% per quelli al di sopra di tale soglia. In questo modo verrebbe quindi garantita una tutela anche ai titolari delle pensioni d’oro.

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