Pensioni lavoratori precoci: ecco le novità all’orizzonte

In merito alle pensioni lavoratori precoci si profilano diverse novità all'orizzonte. Ecco un confronto tra le opzioni papabili.

Reddito di cittadinanza: le misure per gli over 55 senza lavoro

Per quanto riguarda il tema pensioni lavoratori precoci, la posizione del Governo sembra più vicina alla proposta avanzata da Tito Boeri, che prevede l'erogazione di un reddito minimo per gli over 55 che si trovano senza posto di lavoro per motivi indipendenti dalla loro volontà, e che risultano così privi di entrate finanziarie provenienti da stipendio, pensione o ammortizzatori sociali.

Si parlerebbe di una cifra pari a 600€ al mese, che verrebbe erogata a chi accetta di versare i contributi in maniera autonoma, riducendo così i costi a carico dello Stato.

Lavoratori precoci: Cesare Damiano in prima linea per la Quota 41

L'ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano si sta battendo per l'approvazione della Quota 41, una misura molto utile nell'ambito delle pensioni lavoratori precoci. Per quale motivo? Perché si tratta di un'opzione pensionistica slegata dall'età anagrafica, che permetterebbe a chi ha cominciato a lavorare presto di andare in pensione una volta perfezionati i 41 anni di contributi, senza subire alcun tipo di penalizzazione sull'assegno mensile.

Altra alternativa contemplata da Damiano è quella della Quota 97, che consentirebbe l'accesso al trattamento pensionistico una volta raggiunta un'età anagrafica di 62 anni e il perfezionamento di 35 anni di contributi, con penalizzazioni sull'assegno pensionistico mensile pari a circa l'8% dell'ammontare totale del trattamento.

 

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