Pensioni indicizzazione, Zanetti: “rimborsare i redditi più alti sarebbe immorale”

Pensioni indicizzazione, Zanetti esclude rimborso indicizzazione a tutti

I bilanci del Governo potrebbero essere messi in discussione dalla sentenza pronunciata dalla Consulta sulle pensioni. La notizia giunge inseguito all’annuncio del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che ha ribadito il rispetto delle leggi, ma anche la volontà di ridurre al minimo l’entità dell’intervento sulle casse pubbliche.

I rischi sono forse più importanti del previsto, almeno a detta del sottosegretario dell’Economia Enrico Zanetti: “Escludo che sia possibile restituire a tutti l'indicizzazione delle pensioni”. Per il leader di Scelta Civica sarebbe immorale applicare l’indicizzazione per le pensioni più elevate, mentre avrebbe senso concentrare gli sforzi nei confronti delle fasce più base. Zanetti ha chiaro che si tratta di un parere “espresso a titolo personale”, ma che mina i fondamentali economici del governo.

La questione centrale resta il pronunciamento della Corte costituzionale che ha definito incostituzionale il blocco dell’adeguamento all’inflazione delle pensioni lorde la cui entità corrisponde ad almeno tre volte il minimo Inps.

Pensioni indicizzazione, un costo dai 13 ai 16 miliardi

L’ex Presidente del Consiglio Mario Monti ha continuato a difendere, a dispetto dell’orientamento espresso dai giudici, l’intervento varato dal suo Governo: “era strettamente indispensabile. Ho letto che è stata una delle decisioni più sofferte prese dalla Corte”. La sentenza, nella lettura di Monti, “guarda uno spicchio significativo di un intero problema, e cioè il blocco delle indicizzazioni delle pensioni, e forse non dà altrettanto rilievo ad altri valori di pari rilevo costituzionale come per esempio il vincolo di bilancio”.

Uno studi Uil ha tradotto la materia in numeri. La sentenza produrrà, a fronte di una pensione da 1.500 euro nel 2011, un rimborso da 2.540 euro per il blocco 2012-2013 e l’adeguamento del 2014. In altri termini, forse più comprensibili, il processo di rivalutazione è stimato in circa 85 euro al mese. Considerate le sue proporzioni, le stime del fenomeno si attestano dai 13 ai 16,6 miliardi di euro. Quest’ultima è una proiezione della Cgia che ha calcolato in 3.791 euro il rimborso medio per pensioni dai 2.500 ai 3.000 euro, mentre per le pensioni al di sopra dei 3mila euro dovremmo superare i 5.171 euro.

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