Pensione integrativa: di cosa si tratta e come funziona

La pensione integrativa è una soluzione sottoscrivibile volontariamente, parallela a quanto erogato dallo Stato ai cittadini che hanno raggiunto i requisiti per abbandonare l’attività lavorativa e per beneficiare dei diritti previdenziali.

Previdenza complementare: ecco come funziona la pensione integrativa

Quando si parla di pensione integrativa si inquadra una delle più importanti tipologie di previdenza complementare. Ecco le principali linee di funzionamento:

  • Il soggetto che decide di avvalersi dei vantaggi della previdenza integrativa versa un determinato capitale in diversi anni (la durata viene ovviamente chiarificata al momento della stipula del contratto).
  • Il beneficiario del contratto percepirà poi una rendita funzionale al capitale versato, tenendo conto di un coefficiente che varia in base a quando sono iniziati i versamenti dei contributi e al sesso del titolare del trattamento di pensione integrativa (le donne, per via della vita media più lunga, percepiscono di meno a parità di trattamento). Il coefficiente aumenta in funzione degli anni di contribuzione volontaria.

Risulta possibile scegliere tra diverse modalità di versamento dei contributi, optando per le seguenti soluzioni:

  • Fondi pensione aperti, gestiti da società private (compagnie assicurative, banche, società di gestione dei risparmio).
  • Fondi pensione chiusi, legati agli accordi tra organizzazioni imprenditoriali e sindacati.
  • Piani individuali pensionistici (si tratta di percorsi di previdenza individuale legati alla sottoscrizione di un’assicurazione sulla vita).

Fondi pensione: il nodo della reversibilità

Una questione da non trascurare quando si considera l’opzione della pensione integrativa riguarda la reversibilità.

Il trasferimento della rendita a una persona indicata dal beneficiario del trattamento viene gestito in maniera diversa a seconda che il soggetto deceduto abbia o meno terminato il versamento dei contributi.

La reversibilità del trattamento previdenziale integrativo prevede che la rendita sia legata all’età della persona che ne usufruisce una volta deceduto il beneficiario iniziale del contratto (più è giovane meno percepisce).

Calcolo pensione: i vantaggi fiscali dell’integrativa

La pensione integrativa, una rendita che può essere sommata a quanto erogato dallo Stato, si contraddistingue anche per via di particolari vantaggi fiscali.

I beneficiari di questi trattamenti hanno infatti la possibilità di dedurre i contributi versati a favore del fondo di previdenza complementare, abbattendo così il reddito imponibile ai fini IRPEF.

La deduzione può essere richiesta a fronte di un importo annuale che non superi i 5614,67€. Nel plafond appena citato non è compreso l’eventuale TFR conferito, la cui liquidazione non è soggetta a tassazione.

Fondo pensione: come viene trattata fiscalmente la rendita?

Prima di optare per un percorso di pensione integrativa è bene porre attenzione anche a un altro aspetto importante, ossia il trattamento fiscale della rendita.

Il rendimento legato a tutte le forme di previdenza complementare è soggetto a una tassazione con un’aliquota dell’11%. Fondamentale è anche ricordare la ritenuta a titolo d’imposta, alla quale è applicata un’aliquota pari al 15%.

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