Pensioni quota 41 2017: estensione anche a lavori usuranti e ai notturni

Importante novità per quanto riguarda le pensioni quota 41. La possibilità di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica è stata estesa anche ai lavoratori usuranti e ai notturni. Condizione necessaria per usufruire di tale misura è il fatto di aver lavorato almeno 12 mesi, anche non continuativi, prima del compimento dei 19 anni.

Quota 41: confermata l’estensione dell’agevolazione ma nei limiti delle risorse annuali

Questa estensione, molto importante nell’ambito della quota 41, è stata confermata dalla Legge di Bilancio nel limite della disponibilità di risorse annuale. La possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica non riguarderà quindi solo gli addetti a mansioni gravose, i soggetti con invalidità superiore al 74%, i care givers e i disoccupati. Dal 1° maggio 2017 rientreranno tra i potenziali beneficiari anche coloro i quali svolgono mansioni usuranti nel settore pubblico e in quello privato.

Lavoratori usuranti e notturni: dal 1° maggio possibilità di richiedere la pensione con cinque anni di anticipo

Con le novità riguardanti pensioni quota 41, dal 1° maggio 2017 i lavoratori usuranti e quelli notturni potranno chiedere l’accesso al trattamento pensionistico con 5 anni di anticipo. Per concretizzare l’istanza è necessario avere alle spalle almeno 36 anni di contribuzione oppure un anno e 10 mesi sulla pensione anticipata in caso di lavoro prima del compimento dei 19 anni.

Quando non è possibile usufruire dei suddetti benefici, l’età pensionabile viene raggiunta facendo riferimento alle regole standard. Ciò significa che per la pensione di vecchiaia sarà necessario raggiungere i 66 anni e 7 mesi per gli uomini e i 65 e 7 mesi per le donne. Per l’anticipata, invece, saranno sufficienti i 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e i 41 anni e 10 mesi per le lavoratrici di sesso femminile.

Benefici lavori usuranti: i dubbi sulla presentazione della domanda

In tutto questo rimane una lacuna, riguardante la presentazione della domanda per poter usufruire dei benefici per i lavori usuranti. In linea di massima la scadenza per la presentazione della domanda di accertamento all’Inps era fissata per il 1° marzo. Da ricordare, però, è che l’ente non ha specificato se tale limite è da considerarsi valido anche per chi vuole richiedere pensioni quota 41.

Attività usurante: ecco cosa bisognerà dimostrare

Concludiamo questa rassegna di novità dedicata a pensioni quota 41 ricordando una regola necessaria per godere dei benefici sopra specificati. I lavoratori interessati dovranno dimostrare di aver svolto un’attività usurante per almeno sette anni nell’ultimo decennio.

Non è da considerarsi valido il vincolo dell’impiego in attività nell’anno del raggiungimento del requisito per l’accesso al trattamento pensionistico. Specifichiamo anche che può andare in pensione con la quota 41 pur avendo svolto un’attività usurante per la metà degli anni di carriera lavorativa.

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