Calcolo Pensione Netta aggiornamento al 9 marzo 2017

Calcolo Pensione Netta:  importanti novità

La Legge di Stabilità 2017 inserisce importanti novità nell’ambito previdenziale, permettendo un' uscita anticipata ai fini del trattamento pensionistico in presenza di determinate condizioni. Tale misura ha oggetto sperimentale, con validità per 2 anni, allo scopo di verificarne il funzionamento, i meccanismi ed il numero di adesioni.

Con tale provvedimento si può accedere al trattamento pensionistico con una decurtazione di anni, consentendo di presentare la richiesta prima del periodo previsto normalmente. Tuttavia questa possibilità comporta una diminuzione dell’assegno mensile nei confronti del richiedente in alcuni casi.

I principi su cui si base la riforma pensioni

  • Flessibilità in uscita: cioè la possibilità per il lavoratore di anticipare il trattamento pensionistico;
  • Equità attuariale: salvaguardare gli obbiettivi finanziari pubblici;
  • Equità sociale: offrire un trattamento pensionistico ai lavoratori precoci, lavoratori con occupazioni usuranti e pesanti, disoccupati e lavoratori con redditi molto bassi;

Con l’APE, il trattamento pensionistico anticipato, si tenta di consegnare certezza a questi tre principi, garantendo ai lavoratori la possibilità di coprire quegli anni che mancano al conseguimento del normale trattamento pensionistico.

Calcolo Pensione Netta: calcolo del trattamento pensionistico

Per consentire a varie categorie di lavoratori di accedere al trattamento pensionistico anticipato è previsto l’intervento di istituti bancari, che hanno siglato apposito accordo con il Governo. I lavoratori interessati possono quindi effettuare il calcolo pensione netta grazie a diversi strumenti online.

Le banche provvederanno a elargire prestiti che dovranno venire restituiti in un arco di tempo ventennale, comportando una diminuzione dell’assegno mensile.

A chi spetta la pensione anticipata?

  • Lavoratori dipendenti e autonomi con 63 anni di età: viene applicata l’APE volontaria, con decurtazione dal 2% al 5,5% per anno di anticipo;
  • Lavoratori dipendenti e autonomi in stato di necessità: riguarda i disoccupati privi di appositi ammortizzatori sociali, i lavoratori con invalidità personale uguale o superiore al 74% o che hanno a carico un familiare di 1° grado disabile. Questi soggetti godono dell’APE social e non subiscono decurtazioni sino a pensioni di 1.500 euro;
  • Lavoratori dipendenti con previdenza complementare: qui è necessario aver compiuto 63 anni, subendo una tassazione sostitutiva sulla reddita pensionistica con un minimo del 9% a un massimo del 15%;
  • Lavoratori precoci: sono i soggetti che possono dimostrare di avere iniziato a lavorare almeno 12 mesi prima il compimento del 19° anno di età. Possono godere della pensioni con il versamento di almeno 41 anni di contributi, con anticipo di un anno e 10 mesi per gli uomini e 10 mesi per le donne. Questi soggetti non subiscono alcuna decurtazione sull’assegno pensionistico;
  • Lavoratori che hanno svolto attività usuranti: devono almeno avere versato 36 anni di contributi, potendo accedere al trattamento pensionistico al compimento del 62° anno e 7 mesi di età. Per questi lavoratori è previsto un anticipo pensionistico privo di applicazioni di oneri aggiuntivi.
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